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25.08.04

Help me!

mt3-logo-small.gifStylesheet, template e css non sono decisamente il mio pane!
Sono giorni che cerco di fare delle modifiche ai modelli di Movable Type (niente di stravolgente, eh!) ma combino solo casini.
Se qualche anima buona casualmente di passaggio qua volesse darmi una mano, potrei anche inviarle qualche bottiglia interessante che ultimamente (vedi post precedente) ha arricchito la mia cantina...

Posted by Peter Kowalsky at 18:19 | Comments (0) | TrackBack

21.08.04

Cantine nel Carso

carso.JPG
Esiste la Toscana, ad esempio, con i suoi filari adagiati su dolci colline, aziende vinicole gestite come multinazionali, vini conosciutissimi in tutto il mondo. Tutto molto trendy. Tutto molto fighetto.
E poi c'è il Carso, con le viti piantate quasi sulla roccia, minuscole aziende vinicole, vini ai più sconosciuti. Tutto molto duro. Per avere un ettaro da coltivare a vite, devi togliere le pietre e portare mille bilici di terra.
Ieri intensa giornata a visitare due aziende vinicole del Carso, quella di Edi Kante e quella di Beniamino Zidarich.
Grande osptitalità e cantine incredibili. Quella di Kante è scavata nella roccia, tre piani sotto terra dove nell'ultimo la temperatura è di 9°.
La cantina di Zidarich è in costruzione. Da lì vedi il mare e anche questa è scavata nella roccia.
Una giornata di assaggi, iniziata anche prima di arrivare lì sul Carso e proseguita anche dopo, che mi costringerà a un paio di giorni di totale riposo.
Quando esci dall'autostrada per andare verso Trieste, diretto magari in Croazia, non ti immagini quello che puoi trovare poco distante sul Carso.
La prossima volta esci a Sistiana a vai verso Precenico. Ne vale la pena danzare un po' sul confine.
carso2.JPG

Posted by Peter Kowalsky at 06:22 | Comments (0) | TrackBack

17.08.04

Resoconto

Quando ritorni da un viaggio in genere lasci le borse in entrata (nel mio caso anche casco stivali e tuta) e per giorni resteranno lì, che ogni volta che le vedi non sai se devi partire o sei tornato. Ricomincia il solito tran tran e non hai tempo, per sistemarle e neanche per ripensare al viaggio, fissarti in mente dei punti, rivedere mentalmente un percorso spesso affrontato velocemente.
Ho trovato il tempo ieri, intanto, di dare almeno un'occhiata alle foto scattate e di sistemarne provvisoriamente una parte qui.
Si riferiscono cronologicamente alla Provenza settentrionale, Midi Pirenei, Pirenei, Paesi Baschi, Navarra, Castiglia, Galizia, Asturie, Cantabria, ancora Paesi Baschi e infine Provenza meridionale.
Spesso sono state scattate direttamente dalla moto, magari col motore acceso, ed anche per questo oltre che per la mia scarsa tecnica lasciano un po' a desiderare...

Posted by Peter Kowalsky at 16:05 | Comments (0) | TrackBack

Filibusta

bandana.jpg
Qualunque cosa (ti) accada, voglio ricordarti così: al tramonto, il mare di Porto Cervo alle spalle, un po' scuro in volto per contrastare il candore del completo bianco.
E non vado neanche a leggere i giornali inglesi, per non rovinarmi questa immagine che voglio mi resti per sempre impressa così, senza condizionamenti.

Posted by Peter Kowalsky at 15:48 | Comments (0) | TrackBack

13.08.04

Uragano

uragano.jpg

Sembrava una tromba d'aria. E' stato solo un uragano tropicale.

Posted by Peter Kowalsky at 16:50 | Comments (0) | TrackBack

12.08.04

Green Man

codicedavinci.jpgAlla fine ho ceduto.
Era lì da qualche mese e ho cominciato a leggerlo, Il codice Da Vinci di Dan Brown.
Me l'hanno imprestato con entusiasmo. Vedremo. I ringraziamenti iniziali dell'autore a decine di persone e sopratutto alla madre e alla moglie non mi sono però piaciuti. Un po' boriosi.
Magari questo libro sarà una delusione. O magari finirò qui come tanti altri, in cerca dell'Uomo Verde.

Posted by Peter Kowalsky at 17:06 | Comments (0) | TrackBack

I'm Feeling Lucky

Sono in vena di spese. Pensavo a questi.

Posted by Peter Kowalsky at 16:07 | Comments (0) | TrackBack

Black trolley

Pensavo di non rivederla più.
Invece l'ho vista ancora. Come nel mese di luglio, anche adesso tutti i pomeriggi, dopo la siesta, la incontro. Nel lungo viale assolato, lei appare in lontananza camminando con passo deciso, lo sguardo fisso davanti a sè.
Avrà circa una trentina e qualcosa mi dice che faccia l'avvocato.
E' di un pallore lunare che non stona con la sua magritudine. Veste sempre di nero, indossa una specie di spolverino nero, gonna nera e guanti neri. Con la mano destra spinge una trolley nera e con l'altra tiene una cartella. Nera naturalmente.
Tutti i giorni puntualmente la incontro nell'ora in cui il sole è più cocente.
Lei mi incuriosisce, e parecchio.
E tutti i giorni quando la vedo mi chiedo, non senza una certa invidia: ma di che tipo di sostanze fa uso sta donna?

Posted by Peter Kowalsky at 10:03 | Comments (0) | TrackBack

08.08.04

Ritorno al via

A casa. Percorsi in tutto 6.127 km. Ho la faccia di uno della banda Bassotti, con il segno degli occhiali sul viso bruciato dal sole.
Qui trovo Rufus, il gatto un tempo selvatico, che nel frattempo ha fondato una comune con i gatti della via, dividendosi le scorte alimentari che gli avevo lasciato e, dalla beatitudine dimostrata, sperimentando nuove droghe feline.
Karen, il pastore tedesco, invece era in depressione. Ha strappato i cavi del collegamento di fortuna adsl e demolito il sistema automatico di apertura del cancello, oltre a centinaia di altri piccoli dispetti.
Mi serve subito una vacanza...

Posted by Peter Kowalsky at 22:46 | Comments (0) | TrackBack

07.08.04

No, Nizza no!

Caffè in piedi e fuga di buon'ora dall'albergo più triste della Provenza. Direzione Aix-en Provence per una colazione come si deve. Lì puoi scegliere tra una petit de jeuner "intercontinental" a 9 euro, oppure "belle epoque" a 6,5 euro.
Forse sono un po' condizionato dal tamponamento di ieri, ma questi paesi per gente discretamente snob, dove un sandwich al salmone si chiama "Le Norvegien" o un panino al prosciutto "Le Parme", dove il barboncino non usa il collare ma un foulard, dove puoi vedere ai piedi della gente i sandali più chic, dove le strade profumano almeno di lavanda, questi paesi - dicevo - cominciano a starmi un po' sul cazzo. O forse è solo un po' stanchezza.
Si risale allora verso Forcalquier, strade davvero belle in moto, folate di caldo africano e concerti di cicale che ad ogni curva cambiano compositore.
Ogni tanto una biere a pression.
Da Digne-les-Bains giù direzione Nizza per tornare in Italia dal Colle di Tenda. Strada godibile, curve veloci e strapiombi, e tante moto.
Attento, mentalmente mi ripeto, attento a non entrare a Nizza, ci deve essere una strada alla fine che fa evitare Nizza. Ma naturalmente a Nizza ci finisco, merda!, di sabato e alle sei di sera, merda! merda!
Ci perdo più di un'ora per uscirne, l'unica città di Francia senza una rotonda, effluvi di crema solare che impregnano l'aria, una spiaggia larga come un sentiero, Nizza, la città più americana d'europa e quindi la più inutile.
Nizza! Che un'onda anomala di olio Coppertone la unga per sempre!
Monaco, Menton, Ventimiglia! Cazzo cazzo cazzo!
Arrivo sul Tenda che inizia a fare buio e anche un po' freddo, comincio ad essere un po' stanco e con le sigarette in riserva. Giù giù: Limone Piemonte, Cuneo, Fossano. Mi fermo lì in un albergo segnalato da Raspelli per dormire come si deve.
Domani gli ultimi 6/700 km verso il torrido nord-est.

Posted by Peter Kowalsky at 23:35 | Comments (0) | TrackBack

06.08.04

Ancora Provenza

Ah, le donne francesi, come fai a dimenticartele? Io di sicuro non mi scorderò quella che mi ha tamponato a St-Remy-de-Provence!
Sbang! E poi tutti giù per terra! Nessun problema, se non un'ora persa per liberare la ruota dalla targa incastrata e per compilare la constatazione amichevole bilingue. Ma il pomeriggio è rovinato.
Passato indenne per il bordello di Bilbao, La Coruna e Pamplona dove alla guida non ti perdonano neanche le più innocenti indecisioni, vado a trovare l'incidente all'ora dell'aperitivo nella piazza di un paesino di poche anime e tanti turisti. Se così doveva essere, va bene così.

La giornata era cominciata bene, nel sole del primo mattino verso Tolosa attraversando la stupenda campagna dei Midi Pyrenees. Mi viene voglia di uscire dall'autostrada, mollare la moto, correre verso la cima della prima collina e starmene disteso sotto un albero a guardare il cielo che si intravede tra le foglie mosse dal vento.
Dopo Carcassonne l'aria diventa calda e si mescola a quella più fresca che profuma di pino marittimo: sentori di Mediterraneo.
Infatti, a Narbonne si scorge per un attimo il mare. Comincia a fare davvero caldo, via veloci per Montpellier e Nimes. Da lì calma, comincia la Provenza meridionale e ci vuole una pausa per una biere a pression. Poi Beaucarie e Tarascon e subito dopo la fatale donna francese.
Resta poco tempo per trovare Roussillon, al tramonto. Magnifica, nelle rocce arrossate dal sole.
Ci si ferma per la notte vicino Apt, nel parco del Luberon, in un albergo malinconico quanto il pomeriggio con la francese sbadata.

Posted by Peter Kowalsky at 23:15 | Comments (0) | TrackBack

05.08.04

E le scogliere?

Se cerchi le scogliere a picco sul mare, i faraglioni e la spiaggetta con i surfisti, con la strada sinuosa che si snoda sopra tutto questo, non le cercare in Spagna. Quando arrivi a San Sebastian, prosegui verso la Francia, vai a Hendaye, St-Jean-de-Luz, Biarritz. Lì trovi le scogliere. E tutto il resto.
E' quello che ho fatto stamattina, andando fino a Biarritz e tornando poi a San Sebastian. In verità anche Donostia (in lingua basca) ha belle spiagge e la città merita di starci almeno un paio di giorni, anche per avere il tempo di visitare qualcuno dei tanti bacari autentici che riempiono la parte vecchia.
Ed ora di nuovo in Francia, sulla strada del ritorno, a un centinaio di km da Tolosa. Ancora campagna francese, distese di granoturco e viti.
Spagna-Francia-Spagna-Francia, nel giro di una mattina. Il mio sistema neuronale di gestione dei percorsi è andato in tilt?

Posted by Peter Kowalsky at 23:00 | Comments (0) | TrackBack

Bilba

Cosa poteva pensare l'uomo del medioevo entrando ad esempio nella cattedrale di Friburgo o in quella di Strasburgo? Non possiamo immaginarlo perché ormai abbiamo interiorizzato per secoli quelle sensazioni. Oggi noi possiamo ricreare lo stesso stupore entrando ad esempio nel museo Guggenheim di Bilbao. Anche se lo abbiamo già visto in qualche fotografia, entrarci significa ricreare la sensazione di smarrimento di chi entrava qualche secolo fa in una delle grandi cattedrali. Qui la fusione di pietra metallo e vetro con la luce ti lascia ammutolito, mentre tendi l'orecchio in cerca delle note di un organo che naturalmente non c'è.

Pioggia fino a Bilbao, lasciando la Cantabria per rientrare nei Paesi Baschi. Bilbao me la aspettiavo peggio, ma si conferma caotica e dalla guida che non perdona.
Fine corsa a Hondarribia, un gioiellino, e sempre giochi di pioggia e nuvole. La pusada situata nel vecchio castello è naturalmente senza una camera libera, ma la reception ne procura gentilmente una in un albergo vicino.
Cena a base di gambas e vino bianco in un localino pieno di francesi. Si, siamo a un colpo di vento dalla Francia.
E oggi che si fa? Lasciare le terre basche per la Provenza meridionale? Lo vedremo dopo il caffè...

Posted by Peter Kowalsky at 10:43 | Comments (0) | TrackBack

04.08.04

Rio Azòn

Due cose mi stanno facendo incazzare: il clima e la segnaletica.
Non avrei mai pensato di patire il freddo in Spagna ad agosto. I 20/23° degli ultimi tre giorni non sono adatti alla mia tuta da moto per climi caldi. Sono costretto a mettermi anche la tuta da pioggia e, francamente, è piuttosto mortificante.
La segnaletica delle strade poi lascia spesso a desiderare, anzi nelle città fa proprio cagare. Entri in una città magari grande e scompare ogni indicazione della strada che stavi percorrendo; per ritrovarla la cosa più semplice è prendere l'autostrada e uscire subito dopo nella direzione giusta.
Stamattina avrei potuto pensare ai postumi di una sbornia, ma non era così: sembrava Germania. Nuvole basse che nascondevano la seconda linea delle colline, fattorie sperse tra i boschi e la strada ancora bagnata. Ma sono le Astrurie. Passaggio per il Pico d'Europa, zona quasi montuosa con strade godibili in moto.
Si scende poi verso la costa mentre un pallido sole cerca di farsi spazio tra nuvole che non ti fanno capire quando pioverà.
La mia guida dice che queste spiagge sono le preferìte dal jet set spagolo, che secondo me invece va in Sardegna.Tutta la costa nord della Spagna è un po' una delusione. Salvo solo San Vincent de la Frontera e Santillana, deliziosa nonostante il turismo mordi e fuggi che la invade in ogni angolo. A Santillana ci sono anche ben due Pusadas molto chic.
Verso sera deviazione dalla costa verso Burgos per vedere la Pusadas di Limpias, non distante da Bilbao. Quasi 150 euro oltre ad iva per un pallazzo non storico non li vale.
Non ci penso nemmeno a tornare sulla costa e proseguo per la stessa strada verso l'interno,incontrando una serie di paesini tranquilli. Mi fermo casualmente a Ramales de la Victoria davanti ad un piccolo albergo: è modesto ma decoroso e soprattutto ha posto per sistemare la moto. E poi c'è anche il ristorante.
Alle 21 scendo al ristorante, ma mi dicono che è un po' presto. Dirotto al bar per un bicchiere di blanco, e lì la prima sorpresa: su una mensola ci sono tutti, dico tutti, i single malt scozzesi. Strano penso, in un bar del genere e in questo paesino. Ci sono anche delle targhe di premi assegnati al ristorante. Bene, penso, forse si cenerà decentemente. Finalmente si va a cena e lì la seconda sorpresa: si capisce subito che non è il classico ristorante di disbrigo dell'alberghetto, ma un posto molto raffinato. E' chiaro che qui ci vengono da Bilbao se non addirittura da Madrid! Devo studiare attentamente il menù per capirci qualcosa e la lista dei vini (tutti spagnoli) è discreta, con bottiglie anche da 150/180 euro. Arrivano i piatti e sono deliziosi anzi, superbi! Il dessert è poi un capolavoro. Chiedo alla fine un Talisker, tentato dalla vista prima al bar dello schieramento di tutti lo stato maggiore delle Highlands, e me ne versano una quantità tale che è come che sul bicchiere ci sia scritto DOMANI MAL DI TESTA GARANTITO!
Pago il conto (che è il doppio del prezzo della camera) felice perché è stata una serata sorprendente. Ah, il ristorante è il Rio Azòn e il cuoco si chiama Enrique Galarreta.

Posted by Peter Kowalsky at 09:41 | Comments (0) | TrackBack

03.08.04

Asturie

1 agosto, stormi di gabbiani petulanti danno la sveglia poco dopo l'alba. L'Atlantico ha spinto sulla costa una discreta nebbia che nasconde anche le bianche spiaggie che dovrebbero stare lì giù. In Spagna sembra ci sia un fuso di almeno un paio d'ore più indietro: alle 10 non c'è ancora nessuno in giro, mentre la sera puoi tranquillamente andare a cenare dopo le 23. Altro che Austria e Germania!
Il centinaio di km fino a La Coruna è tutto in mezzo alla nebbia con il solo vantaggio di non mangiare una volta tanto insetti.
La Coruna è una bella città di mare ma proseguo subito verso est, prendendo la via del ritorno, altri 3.000 o forse più km. Il paesaggio della Galizia è piuttosto selvaggio, boschi e case disseminate sulle colline, ortensie blu come in Irlanda.
Stop per la notte a Ribadero, paese turistico sulla costa alla foce di un fiume. Alberghetto carino con proprietari molto ospitali che per cena propongono vari tipi di mariscos (cappe) buonissimi.
Oggi, 2 agosto, si entra nelle Asturie: stop and go a Oviedo e a Gijon, città industriali poco attraenti (soprattutto quest'ultima). Si riprende direzione Santander, percorrendo belle strade tra i boschi e il mare. Giornata nuvolosa, quasi autunnale, non fa per niente caldo, anzi.
Mi fermo verso sera a Cangas de Onis per una parillada de pescados e una bottiglia di Ribeiro. Domani Bilbao, ma stasera sarà bene fare un po' il punto perché ancora non ho pensato a quale strada per il ritorno.
UPDATE
Da ieri sera piove, anche nella camera d'albergo.

Posted by Peter Kowalsky at 09:11 | Comments (0) | TrackBack